Gli strumenti per realizzare il sogno di mettersi in proprio

Per mettersi in proprio (e dare finalmente l’addio al proprio capo o a colleghi non proprio ideali) occorrono innanzitutto: determinazione e fiducia nel futuro. Tutto il resto si costruisce, oppure si acquisisce o, meglio, si “noleggia”. Persino il denaro per farlo.

Se vogliamo calarci nel concreto, per avviare un’attività occorrono nell’ordine: un’idea di business sufficientemente innovativa e differenziata, un marchio ed una immagine, un punto vendita o un ufficio, arredi, merce e/o modulistica, collaboratori ed un ottimo rapporto con il direttore di banca. Un elenco lunghetto? Non necessariamente, se si decide di far leva su un pacchetto di elementi già predisposti e testati da altri, come avviene nel franchising: in questo caso, non solo marchio, immagine, idea di business sono pronti, ma soprattutto sono stati testati con successo dalla casa-madre e da altri affiliati; quanto alla banca, il fatto di presentare il progetto sulla base di un business già esistente e con numeri comprovati non può che agevolarci sia in termini di disponibilità di credito sia in termini di tassi di interesse.

Merce e/o modulistica vengono di conseguenza, mentre occorre cercare da sé il locale ed i collaboratori, ma sempre con la possibilità di consigliarsi con la casa-madre.

Si potrà obiettare che il franchising ha un costo: certo, ma anche fallire ne ha uno, e molto più alto; l’investimento in franchising intanto è ottimizzato perché lo schema è già stato “limato” nei costi di gestione dal franchisor, ma soprattutto consente di accelerare la fase iniziale dell’avviamento, la più rischiosa per una nuova azienda.

In franchising si fa prima, e si può proseguire per molto tempo con un partner forte al proprio fianco.