I nuovi progetti per i piccoli imprenditori
L’Europa rivaluta l’importanza delle piccole e medie imprese (Pmi): nel complesso dei 27 Paesi europei ben 23 milioni di aziende rientrano nella categoria. Le Pmi producono occupazione –e quando formano le risorse tendono a non lasciarle andare perché vogliono tutelare il proprio investimento-, ricchezza nominale e prospettica –contribuiscono in modo considerevole al Pil europeo-, crescita della domanda interna –gli investimenti ed acquisti professionali avvengono perlopiù in patria-, crescita dell’export –anche le Pmi hanno imparato le tecniche di internazionalizzazione-. Sono una realtà importante e strutturale dell’intera economia europea, ma hanno problemi annosi quali la difficoltà di accesso al credito, la minore capacità negoziale, la difficoltà strutturale a reggere eventuali dilazioni dei pagamenti da parte dei clienti e, di conseguenza, ad adeguare il magazzino e gli investimenti.
Ora l’Europa ha deciso di aumentare la dotazione di fondi per i finanziamenti dedicati al comparto: oltre alle iniziative per l’accesso al credito e per la competitività, sono state attivate linee per l’innovazione e la ricerca, da sempre appannaggio delle aziende di maggiori dimensioni.
L’innovazione è la risorsa cruciale per le economie dei Paesi avanzati: senza innovazione non vi può essere ulteriore crescita, ed occorre una funzione di ricerca e sviluppo in ogni azienda per perseguirla; le Pmi possono anche consorziarsi o strutturare apposite alleanze per conseguire la creazione di linee innovative nonché per finanziare la loro commercializzazione.
