Confcommercio: meno 50.000 imprese nell’ultimo triennio; il franchising fa +622 nel 2011
La crisi dei consumi sta letteralmente flagellando il commercio; soffrono (molto) i comparti abbigliamento, casa, persino alimentare, soffre (meno) il comparto dei servizi in cui ad essere colpite sono in particolare le aree dell’immobiliare e del turismo; purtuttavia, nonostante questi venti contrari, il franchising “tiene”. Tiene nel senso che rispetto al dato inquietante della Confcommercio che denuncia la chiusura di 50.000 esercizi commerciali in tre anni (ed il 2012 promette di chiudersi anch’esso con numeri record) il franchising ha sempre mantenuto il segno più relativamente alle aperture di nuovi punti vendita, e persino nel rigido 2011 ha chiuso con un dato positivo di più 622 esercizi commerciali rispetto al 2010. Tiene perché i consumatori conoscono meglio i marchi in franchising e mostrano di preferirli in molti casi, portando quindi linfa vitale alle attività che sono in una rete riconosciuta e riconoscibile.
Per il 2012, per il franchising si prevede che ci sia ancora un dato positivo, sebbene in linea probabilmente con la chiusura dello scorso anno, ben al di sotto dei numeri degli anni “d’oro”, ma certamente in un contesto quale quello descritto sembra di trovarsi in un giardino sempreverde mentre intorno vige il duro inverno.
Il fenomeno di fiducia tra cliente e insegna da veramente forza all’attività commerciale: il vantaggio (assoluto) che ha il punto vendita legato ad una catena è che il cliente “sa già tutto (o quasi) prima di entrare (o di chiamare)”: in effetti, quando si vede un marchio noto, con ogni probabilità si saranno viste le campagne promozionali oppure si saranno visitati altri negozi/ agenzie, si conoscerà il livello di qualità che ci si può attendere, la tipologia di prodotto/servizio, talora anche il livello di prezzo: è chiaro che con queste informazioni (unite alla positività del marchio/ insegna) il cliente ha più facilità di scelta, sia di entrare sia di acquistare.
Il successo del franchising anche in tempi di crisi dimostra meglio che in altri momenti come il modello a rete sia funzionale sia al cliente sia all’imprenditore che decide di avviare la propria attività.