Il mercato del lavoro non da più certezze e sarà sempre più discontinuo: l’imprenditoria quale soluzione

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Il mercato del lavoro sta cambiando: il mito del posto fisso è in declino, le aziende hanno una vita media più breve – non sono rari i casi di aziende anche di medio successo che aprono e chiudono in pochi anni-, le assunzioni sono spesso a termine ed anche il tempo indeterminato non è una garanzia. Il mercato del lavoro sta evolvendo verso un mercato delle competenze: le persone debbono accumulare competenze diversificate e funzionali ai settori a cui sono interessate in modo da poter offrire soluzioni operative alle aziende e non solo “mano d’opera”. Il meccanismo, pur in termini diversi, si può assimilare al mercato delle professioni: pur senza la responsabilità diretta, il rischio imprenditoriale e la necessità di competenze altissime richieste ad un professionista, il lavoratore deve vedere se stesso come la somma di “utilità” professionali da prestare di volta in volta all’azienda che gli propone il miglior pacchetto di ruolo e remunerazione.

Occorre quindi un cambio di mentalità: meno certezze, obbligo di investire in formazione, diversi cambi nel corso della vita lavorativa. Su questa base, tuttavia, pianificare diventa più difficile, non è garantita una linea di continuità, occorre essere pronti a ripartire. In tutto questo, sorge spontanea una riflessione: e se, invece, provassimo a prendere in mano direttamente la nostra vita, intesa come vita professionale? Se invece di prestare le nostre competenze a terzi quali dipendenti soggetti a interruzioni e ripartenze non pianificate della carriera, creassimo una nostra realtà a cui dare continuità, durevolezza nel tempo ed anche capacità di produrre un reddito più interessante nel medio- lungo periodo?

In fondo, se la regola sarà sempre più la discontinuità, il concetto di contenimento del rischio a fronte di entrate certe ma relativamente basse salta, il rischio aumenta ed allora forse è più utile correrlo per noi stessi anziché per altri.

Certamente occorre strutturarsi in modo forte, dotarsi di strumenti consolidati e, soprattutto, non essere da soli: il franchising è un’ottima risposta, perché consente di mettersi in proprio ma strettamente collegati con altri imprenditori che hanno il nostro stesso obiettivo, nonché avendo al nostro fianco un partner forte, il franchisor, che ci dota di strumenti esclusivi ed innovativi per accompagnarci al successo.

Mettersi in proprio è più semplice con il franchising: sperimentazione, know-how consolidato e competitivo, competenze manageriali del franchisor, marchio conosciuto, formazione, assistenza e molto altro: il rischio c’é sempre, ma calcolato; con la soddisfazione di lavorare per noi stessi e poter sognare concretamente il successo.