Se le banche non “aiutano” meglio pianificare da sé

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La crisi avanza, la crisi finisce, la crisi é… in banca!!! 

Proprio così, la cosiddetta crisi che pare affligga oggi l’intera economia globale in realtà non parte da situazioni create dalle imprese o dal mercato, bensì da prodotti finanziari inadeguati e a rischio non sufficientemente ponderato. Per ironia, le stesse banche che hanno contribuito quindi fortemente a creare la crisi in atto al momento sono impegnate a ricapitalizzare e quindi adottano criteri per gli impieghi di capitale destinati alle imprese più rigidi e selettivi. Le conseguenze? La peggiore riguarda le aziende sane oppure quelle intenzionate ad investire in nuovi progetti: sebbene in attivo, con ordinativi in crescita e numeri importanti, le aziende sono costrette a ripiegare su investimenti limitati perché non trovano la liquidità finanziaria. 

Uno scenario improbabile, ma a quanto pare possibile; tuttavia (questa è la buona notizia) le banche non sono tutto o meglio non sono l’unica via per progetti d’impresa. Le aziende già avviate ricorrono ai Confidi per la garanzia del credito, le imprese di nuova costituzione hanno a disposizione i fondi pubblici per la neo-impresa e l’imprenditoria giovanile e femminile, ed i potenziali franchisee hanno dalla loro le convenzioni che la casa-madre ha attivato con finanziarie ed intermediari del credito. Insomma, fare impresa è (ancora) possibile: certo, oggi è importante non fare da soli, avere al fianco partner capaci di negoziare le condizioni necessarie anche con le banche. Ma si può fare.

Volete diventare imprenditori? Ebbene, chiedetevi: se non ora, quando??

Chi sente che il proprio futuro è nel mettersi in proprio, deve cercare ogni strada possibile per farlo, ma deve sapere che si può fare. Cercando il settore adatto,  in cui la domanda è in crescita o quantomeno costante, in cui i prodotti/servizi presenti sul mercato appaiono maturi e privi di novità, in cui è possibile operare in termini qualitativamente superiori ai potenziali concorrenti. Ed ancora, cercando il partner giusto, quello che ci consente di avere la “mappa” per arrivare al successo, magari un franchisor che quel percorso l’ha già fatto (bene) molte volte con i suoi affiliati. 

Un settore il cui tasso di competizione è ancora medio, un business plan, un partner franchisor: questi gli ingredienti per fare impresa oggi. E’ possibile, ed è sempre una bellissima sfida (che si può vincere).