Se non è single, ci sta pensando: come il cambiamento dei costumi favorisce il business delle agenzie
I dati statistici indicano che i single sono in continua crescita, con incrementi significativi in ogni area del nostro Paese, quindi senza differenze di incremento anno dopo anno neppure tra le grandi città ed i piccoli centri, sebbene le differenze permangano in termini assoluti. Perché accade questo? Perché la società sta cambiando profondamente: non solo è orami invalsa una cultura più individualista e permeata di maggiore rispetto di sé anche nell’ambito della coppia, ma al contempo chi è solo non accetta più passivamente questa condizione. Il single è un soggetto estremamente consapevole sia della propria condizione che dei propri desideri, e questo anche nel caso il single abbia dei figli ovvero sia vedovo e di una certa età.
Se 40 o 50 anni fa la “persona sola” rinunciava di fatto a rifarsi una vita tranne nel caso di effettiva giovane età e comunque in assenza di figli soprattutto se donna, fortunatamente negli ultimi 30 anni le persone hanno riguardo per il proprio benessere emotivo ed affettivo e non rinunciano a cercare una relazione soddisfacente. Ecco perché vi è così tanto interesse per i servizi per i single: dalle vacanze dedicate ai servizi di baby-sitting o di aiuto domestico tarati su questa fascia di mercato, sino alle agenzie matrimoniali per la selezione mirata di incontri con persone che abbiano un profilo interessante per il single, senza perdite di tempo o illusioni e disillusioni emotivamente devastanti.
Cosa accadrà nei prossimi anni? Se è vero che gli Stati Uniti sono la cartina di tornasole per il futuro del business, basti dire che negli USA 1 single ogni 5, ovvero il 20%, utilizza regolarmente i servizi dell’agenzia matrimoniale.
